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Suor Lucia Noiret, figura di educatrice.

Il 17 Marzo, per noi “Ancelle del Sacro Cuore di Gesù sotto la protezione di San Giuseppe”, quest’anno assume un significato particolare: ricorre il 110° anniversario del dies natalis della nostra Fondatrice, la SdD Madre Lucia Noiret e si avvicina la data di chiusura del processo diocesano per la sua beatificazione (che si prevede per il prossimo autunno)

In un momento in cui tanto si parla di emergenza educativa e, con altrettanta insistenza, si afferma il valore della testimonianza come fattore principale della crescita della persona, ci piace ricordare suor Lucia per l’apporto dato, nella diocesi d’Imola, al problema dell’educazione e della donna in particolare.  Non abbiamo trattati suoi sull’educazione, ma la testimonianza della sua vita, tutta spesa, per la formazione umana e cristiana della gioventù è sufficiente per dimostrare quanto il problema educativo fosse per lei fondamentale “…sacrifica la sua  vocazione per il bene della gioventù…” scrive di lei il primo biografo, il canonico Angelo Bughetti. Infatti quando suor Lucia si trova nella situazione drammatica di dover scegliere tra la sua Congregazione delle Suore di Carità e la formazione delle ragazze del Conservatorio, sceglie di rimanere come educatrice al Conservatorio.

Suor Lucia si sente chiamata in causa ogni qualvolta c’è una realtà che la interpella e la sua è sempre una risposta concreta a un bisogno attuale e mai miracolistica: non abbiamo lo straordinario, ma l’ordinario nella sua vita.   “In tutti gli avvenimenti, anche i più piccoli, Suor Lucia vedeva la mano di Dio”  si legge nelle “ Memorie” lasciate dalle sue Suore.

Suor Lucia sta di fronte alla realtà così come le si presenta e quella che deve affrontare è spesso dura, non facile, lei però non si arrende.. Il problema delle madri che lavorano fuori della famiglia e che hanno figli piccoli le farà prendere la decisione di aprire una scuola materna, lottando contro il parere contrario degli Amministratori del Conservatorio.

E’ la fede che illumina il significato della realtà: il grande segreto di Suor Lucia. Troviamo scritto nelle”Memorie”queste sue parole”…lo spirito di fede aiuta a vedere in ogni creatura  un dono prezioso che Dio ci ha consegnato, affinché le apriamo l’intelligenza alla conoscenza di Dio e educhiamo il loro cuore all’amore della virtù. Questo pensiero ci animerà ad adempiere il nostro dovere con amore e fedeltà, e a ricorrere con la preghiera al Cuore di Gesù per compiere bene la missione ricevuta”. La sua è una spiritualità alta, ma attuale e proponibile a tutti, profonda e capace di dare senso a ogni dimensione dell’ esistenza.

La sua figura di educatrice risalta sia  per la testimonianza  personale, sia per la preoccupazione di formare educatrici preparate a livello umano e professionale, capaci di dare alle giovani una preparazione integrale e di accompagnarle lungo il  cammino della vita..

“Suor Lucia mirava a formare tutta la persona: la mente, il cuore, il carattere, lo spirito in tutta la sua ricchezza e delicatezza umana e cristiana…” scrive di lei  il padre Albino Franzini.

Consapevole che l’educatore è al servizio dell’opera dello Spirito e che l’azione educativa non si improvvisa, suor Lucia, donna di profonda vita interiore, direttrice del Conservatorio,  non trascura nessun mezzo umano per essere fedele al dono ricevuto: vuole le maestre religiose e laiche preparate professionalmente e per questo non risparmia fatica: manda tre suore a Verona per la qualifica di maestre d’asilo, cerca  una casa a Bologna perché possano avere le qualifiche necessarie per l’insegnamento e, nell’attesa di trovarla, fa la scelta di una canonica prima e in seguito di un appartamento, accettando di essere anche disapprovata per le sue scelte.

Quale il rapporto con le giovani a lei affidate, quale la metodologia? Quella usata da Gesù: dolcezza, fermezza, gioia e una visione unitaria della persona. Lasciamo la parola a due sue alunne che ci parlano della loro maestra in una lunga lettera. La prima, Virginia  Del Prato, “La sentivo molto superiore alla generalità della gente… Non faceva distinzione di grado sociale, né di doti fisiche o intellettuali, ci amava tutte di eguale affetto e mai ci rattristò inutilmente…era la donna cristiana secondo il Vangelo ed evangelica soprattutto era la sua carità che esercitava sempre ovunque con impareggiabile slancio….” Ed Antonietta Toschi Sangiorgi, altra ex alunna, aggiunge “Non contenta di darci ogni sorta di ammaestramenti mentre eravamo a lei affidate, con amore continuava a seguirci da lungi con ammaestramenti, con insegnamenti e, anche con rimproveri, ad additarci la buona via.”

Attenzione ai segni dei tempi e coraggio nelle scelte, fede in Dio ed intensa vita interiore, fedeltà alla propria vocazione vissuta come missione, amore alla persona e professionalità  sono gli insegnamenti che Suor Lucia ci ha lasciato e che riteniamo validi anche in un momento difficile come quello che sta vivendo oggi ogni educatore.

Suor Cristina Dalmonte

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